DSL – Disturbo specifico di linguaggio

I profili linguistici e le espressioni di questo disturbo sono molteplici e variano di bambino in bambino. Si tratta di condizioni in cui l’acquisizione delle normali abilità linguistiche è disturbata fin dai primi stadi dello sviluppo. Si manifestano con un ritardo nella comparsa delle singole parole, alterazione nella produzione dei suoni linguistici o anche difficoltà a livello lessiclae, morfo-sintattico o pragmatico.

Nella classificazione dell’ICD 10 le principali manifestazioni vengono suddivise in: disturbo specifico dell’articolazione e dell’eloquio, disturbo del linguaggio espressivo, disturbo della comprensione del linguaggio.

Il DSM 5 classifica le manifestazioni in: disturbo del linguaggio, disturbo fonetico-fonologico, disturbo della fluenza con esordio nell’infanzia, disturbo della comunicazione sociale.

I DSL rappresentano uno tra i più frequenti quadri patologici riscontrati nello sviluppo dei bambini di età compresa tra i 2 ed i 6 anni (6-8 % dei bambini in età prescolare).

Si possono osservare dei campanelli d’allarme tra i 18 e 30 mesi, che si identificano prevalentemente nella difficoltà di comprensione del linguaggio parlato, scarso uso di gesti, assenza o ritardo nell’esplosione del vocabolario e difficoltà nella costruzione di frasi.

La presenza di DSL costituisce un importante fattore di rischio per la manifestazione di successive difficoltà scolastiche legate agli apprendimenti: i bambini con Disturbo Specifico del Linguaggio presentano un rischio di 2-3 volte maggiore di sviluppare Disturbo Specifico dell’Apprendimento.